RIEDIZIONI : IL PASSATO SENZA FUTUROLorenzo Bagnara Timeless, Evergreen : ci sono cose che piacciono sempre. La Moka Express, ad esempio, prodotta dai primi anni '50 è ancora oggi un best-seller. E sicuramente lo resterà. Non a caso Salvatores nel suo futuribile "Nirvana" ci mostra la bella Stefania Rocca che continua a preparare il caffè, nel mondo della realtà virtuale, con la mitica Bialetti. Ma spesso i termini sovraccennati vengono associati ad oggetti che, nati molti anni fa, tornano improvvisamente sulla cresta dell' onda e vengono dunque riproposti in "prestigiose edizioni limitate" o "serie numerate basate sulla studio dei disegni originali". A volte ciò accade senza nemmeno usare tutta questa filologia da "edizione della Divina Commedia su carta a mano con titoli in oro rilegata in vera similpelle": basta una trasmissione televisiva, un articolo su una rivista di interior design per scatenare la caccia alla ricerca della poltrona di Le Corbusier (mi raccomando, nera come quella della Venier) o dell' intramontabile sedia di Alvar Aalto. E' vero, sono sempre belle. Spesso (o forse il più delle volte) sono molto più belle delle migliaia prodotte oggidì. Baccarat ha appena rieditato dodici capolavori di inizio secolo tra cui gli oggetti Decò di Georges Chevalier ? Fantastico. Certamente hanno linee pulite ed essenziali, adatte ai canoni estetici contemporanei più di tanti neobarocchismi che affollano la quarte di copertina di riviste specializzate. Ma quale futuro viene riservato a questi oggetti ? Non si tratta di reinterpretazioni viste dall' occhio dell' artista contemporaneo, come può essere la poltrona Milana-Ftl di Jean Nouvel che strizza l' occhio alla Barcelona di Van der Rohe, pietra miliare della storia del design. Non siamo di fronte ai remake di Psycho o Godzilla, spesso criticati ("l' originale è sempre il migliore") ma che sono comunque espressioni di nuove tecnologie e confronti col passato. Le riedizioni sono e restano multipli di un' idea che viene riproposta sempre uguale senza tenere conto del mutamento della società e del contesto storico: il passato muore ogni giorno e non è possibile resuscitarlo. Certi oggetti sono espressioni di un tempo che non è più. Cosa potrà pensare di noi il sociologo o lo storico d' arte del futuro se non connotarci come persone che, non in grado di apprezzare il loro presente, si rivolgono ad un passato che non avevano capito prima, vittime di un attardamento culturale ? A questo punto basterebbe rimandare "ai posteri l' ardua sentenza". Ma non siamo forse noi i posteri di coloro che nei primi anni '30 acquistarono la nuovissima poltrona di Alvar Aalto e oggi possono permettersi di rivenderla a quasi cinquanta milioni ?
Poltrona di Alvar Aalto
Godzilla di Roland Emmerich
Godzilla (1954)
|
Bialetti Moka Express
Flacone di Georges Chevalier
Poltrona di Le Corbusier
Poltrona Barcelona di Mies van der Rohe
Poltrona Ftl Milana di Jean Nouvel
Psycho di Gus Van Sant
Psycho di Alfred Hitchcock |
||||||
|
|
|||||||
CERCATE DESIGN SUL MIGLIOR SITO ITALIANO DI ASTE ON LINE |